blanca
30 Dicembre, 2006 21:14
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Luis Gerez, que desaparecio il 27 dicembre, e' stato liberato. E' la seconda scomparsa, dopo quella di Jorge Julio Lopez e l'Argentina rivive lo spettro della dittatura 1976-83. Casualmente si tratta di testimoni che hanno riconosciuto due torturatori: Luis Etchecolaz - ex vicecapo della polizia di La Plata - e Luis Patti - ex commissario di polizia nominato durante la dittatura podesta' di Escobar e che aveva anche avuto voglia di fare il deputato, carica a cui aveva dovuto rinunciare dopo che Gerez lo aveva accusato pubblicamente -. Il governo argentino non aveva preso troppo attentamente le minacce arrivate...
blanca
23 Dicembre, 2006 09:54
taglia e cuci
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pare ci siano 50mila free freepress per le vie di milano stamattina...
No, non è subvertising (se non siete giornalisti potete passare alla riga sotto). O almeno, non solo.
Cosa avete in mano, o sul vostro schermo
City of gods - il primo free & free press (ovvero libero e gratuito) - è stato distribuito in 50.000 copie nelle città di Milano. E' la parola delle precarie e dei precari dell'informazione che si rivolge alle precarie e ai precari in generale.
I media non sono più un prodotto che vende informazioni al pubblico (troverete stime e dati all'interno di City of gods) ): sono lo spazio dell'inserzionista attraverso il quale l'editore vende i propri lettori, voi. E' un servizio che tra l'altro pagate pure 90 centesimi, 1 euro, 1 euro e 10. Più soldi hanno i lettori, più gli editori si arricchiscono dalla vendita degli spazi pubblicitari.
All'interno di questo meccanismo ci sono i giornalisti, precari, free lance, senza contratto, a cottimo, a pezzo, a parola, a riga, a comete millenarie e casi del destino. Precari e precarie sottoposti al ricatto dei precarizzatori, della manchette, della pagina di pubblicità all'ultimo momento, del “non
spingere troppo su questi che sono i nostri inserzionisti”, della creazione di quel complesso meccanismo di informazione, disinformazione che vi fa credere che se la vostra vita
è una merda, non potete farci un granché.
Per questo City of God è free & free: gratis, ma soprattutto libero, nelle parole, nell'irriverenza, nelle critiche, nello stile precario.
Per questo, in occasione dello sciopero dei giornalisti, che incredibilmente, ma non certo
casualmente, visto il contesto, da due anni aspettano che gli editori si siedano al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro precari e precari dell'informazione e non, hanno deciso di uscire con City of Gods: la stagione della cospirazione precaria è iniziata.
E ancora una volta i precari hanno preso la parola, attivandosi cospirando e creando relazioni e complicità che permettono di stampare, distribuire 50 mila copie di City of Gods (e scriverne il contenuto che per una volta, non ti precarizza, ma ti informa).
Al principio
"Al principio" fu la parola, poi venne il racconto ed infine l’informazione. A questo punto la storia presenta una sorpresa, o quasi: il diritto all’informazione si trasforma immediatamente nella disinformazione compensatrice delle vostre sfighe quotidiane, affinché esse siano “inevitabili”, “oggettive”, “certe”, “inattaccabili”.
Insieme, informazione + disinformazione, diventano propaganda, che trova nei media di massa il naturale alleato e nel brand la sua punta di diamante. Nella costruzione del brand, intimamente connesso alle informazioni che leggete ogni giorno sui giornali o sentite in radio e televisione,
è celato un meccanismo più complesso di quello che potrebbe sembrare.
Nel brand si determina la strutturazione di un potente retro_informatore che agisce anticipando l’informazione, creando quel bacino comporta/mentale all’interno del quale l’informazione stessa, e il suo contrario, si collocano. E’ un processo comunicazionale superiore alla propaganda. La rende, alternativamente, compatibile o inutile. In ciò tutta la difficoltà del presente. Ma anche il terreno
su cui agire.
L'intelligence precaria
Se vi siete persi il numero odierno di City of Gods lo troverete sul sito dell’intelligence precaria, che si attiva proprio da oggi in intima e sinergica collaborazione con i giornalisti e le giornaliste precari e precarie. L’intelligence è patrimonio comune dei precari e non solo del giornalismo. In esso confluiranno le mille sfaccettature dell’oppressione dei precarizzatori e dei contropiedi precari.
Ma che cosa rappresenta questo sito?
Immaginate un sito che non è un semplicemente tale, ma piuttosto un luogo che fa circolare informazione, non per informare, bensì per formare quel bacino di notizie da cui si estrarrà il bazar della creazione di conflitto. E che contiene anche i prodotti di queste creazioni e gli strumenti che le hanno consentite. Un sito crudele e spietato, scorretto verso le imprese, le istituzioni sociali, le merci ad alto contenuto ideologico e tutti i loro gli adepti: fazioso ma mai frazioso. Un sito che ha la classe del purosangue, la ricchezza del meticcio; che non esercita fashionismo e brigantaggio culturale, che vive da sé, con quello che fa e per quello che dà. Pone questioni di stile, perché lo stile è importante, e chiede, just in time, relazioni e complicità.
City of gods, una voce della cospirazione precaria
[ tratto da Intelligence Precaria ]
blanca
16 Dicembre, 2006 19:44
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Il 5 ottobre del 1986 il Sunday Times pubblica un'intervista a Mordechai Vanunu, il tecnico nucleare israelino che svela i piani nucleari segreti di Israele nella centrale di Dimona - cittadina fondata negli anni cinquanta con la spinta di Ben Gurion - situata nel deserto del Negev.
Il Negev Nuclear Research Center viene costruito nel 1958 con l'aiuto della Francia. Beh, la centrale era stata fatta per alimentare un impianto di desalinizzazione, insomma, c'e' tutta la storia che dice che gli ebrei faranno fiorire il deserto. Comunque il reattore e' pronto nella prima meta' degli anni sessanta e negli anni ottanta, quando Vanunu (che lavora a Dimona dal 1976 al 1985) decide di parlare, c'erano ormai stati parecchi progressi.
La storia di Vanunu e' diventata una spy story: una donna agente del Mossad lo porta da Londra a Roma (si parla di love story) dove viene rapito dai sevizi segreti israeliani, processato e condannato a diciotto anni di reclusione per spionaggio e tradimento dello Stato (ah, siamo sotto il governo Peres).
In realtà Vanunu non ha mai rivelato segreti nucleari a potenze straniere, ma ha reso pubblico un progetto illegale e clandestino.
Alla fine si fa i diciotto anni di reclusione, due dei quali confinato in una cella illuminata 24 ore su 24, poi undici in assoluto isolamento: ogni richiesta avanzata per una scarcerazione anticipata è stata per anni respinta. Vanunu esce dal carcere di Ashkelon il 21 aprile 2004, ma continua a vivere in un regime di restrizioni. Nel novembre 2004 viene arrestato di nuovo per qualche giorno. Mi ricordo che ero a Tel Aviv e nulla si fece per lui se non la solita sparuta presenza di pacifisti nell'indifferenza generale. In una delle rare interviste Vanunu alla domanda sul perche' sia cosi' difficile sentire voci di dissenso in Israele ha chiosato dicendo che Israele e' una superpotenza soprattutto dal punto di vista psicologico. Alla fine le resrizioni a cui e' sottoposto sono state prolungate quest'aprile di un altro anno, la motivazione e' che possa rilasciare informazioni.