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hebrew spots

blanca 14 Febbraio, 2007 19:38 taglia e cuci Commenta Trackback (87)

part one

Naomi Ragen (nota scrittrice soprattutto in Israele) diventa la Rosa Parks ebrea e si ribella alla separazione negli autobus degli israeliani ultra-ortodossi o meglio haredim. E’ lei a guidare la protesta di cinque donne ortodosse contro le societa’ di trasporti Egged e Dan sulle quali esiste la separazione per sesso. La goccia che ha fatto traboccare il vaso di una situazione che dura da ormai 9 anni e’ stata proprio l’altro giorno quando Naomi si e’ seduta dove meglio le pareva su un autobus semivuoto e mano a mano che si riempiva alcuni uomini hanno preteso prepotentemente che lei si alzasse dalla loro zona… l’autista non ha detto nulla, ma altre quattro donne si’ e ora si procede per vie legali, vedremo.

part two

Viene riproposto L’uomo del banco dei pegni di Edward Lewis Wallant, uno degli scrittori ebrei del secondo dopoguerra che raccontavano l’America di quegli anni, anzi, la New York degli immigrati ebrei. Beh, Yates ne ha sempre parlato un gran bene di lui… comunque questo libro parla di un uomo che ha perso moglie e figli nei campi di concentramento e che ora ha un negozio di pegni. Nazerman, e’ questo il nome del protagonista!, resiste impermeabile all’umanita’ nella sua vita fatta di contrattazioni stiracchiate e vita familiare trasparente a casa della sorella o da un’amante poco amata. Il suo apprendista, Jesus!, un portoricano che vuole imparare da lui il mestiere, risvegliera’ l’emotivita’ e i sentimenti di Nazerman durante un tragico evento…questo e’ il primo romanzo americano che ha trattato l’Olocausto.

part three

Le teorie dissotterrate dal prof. Ariel Toaff, che decide di rivitalizzare la storia secondo la quale gli ebrei nel medioevo mettevano sangue cristiano nel pane pasquale, ebbene, ci scrive un libro, Pasque di sangue, e scoppia un macello, viene richiamato in Israele, dove insegna all’universita’ di Bar-Ilan. Ma la strigliata se la prende soprattutto in Italia dall’Assemblea dei rabbini e non ultimo dal Elio Toaff, il vecchio padre rabbino emerito di Roma, colui che ricevette il papa vent’anni fa in sinagoga a Roma…alla fine in Israele non gli succede nulla, l’universita’ non lo licenzia (nonostante tante pressioni, anche dai finanziatori ebrei americani… ma tanto Toaff se ne va in pensione l’anno prossimo e quindi la faccenda si sistema da se’) e anzi dice che il saggio di Toaff mette alla prova le garanzie di autonomia per gli studiosi.

 


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