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ieri in torchiera

blanca 15 Aprile, 2007 11:23 no comment Commenta Trackback (98)

 

Il muro di Palestina

blanca 04 Febbraio, 2007 16:18 no comment Commenta Trackback (0)

Lastrone dopo lastrone va avanti.

“Avere a cuore la Palestina vuol dire battersi contro la piu' lunga occupazione militare e la peggior forma di apartheid oggi esistente al mondo. E' la prima volta che un'intera nazione e' imprigionata. Certo, ghetti ce ne sono stati, come ad esempio in Polonia e in tanti altri paesi, ma mai nella storia c'e' stata una situazione in cui tutta una popolazione e' stata ingabbiata in tanti piccoli ghetti. La vittima e' oppressa e nel contempo la si incolpa di essere oppressore (come accade per lo stupro di una donna, di cui la si incolpa per come era vestita...)”, Mustafa Barghuti a Milano l'altro giorno.

Nel 2002 e' iniziata la costruzione del muro che separa israeliani e palestinesi, ossia della piu' grande infrastruttura israeliana, la Knesset ha stimato che costera' a Israele 3,4 miliardi di dollari, ma la cifra e' sempre in divenire dato che il percorso viene spesso cambiato, proprio come negli ultimi giorni. Il tracciato e' cambiato per inglobare in Israele altre due colonie e trasformando al contempo due villaggi palestinesi in enclaves, del resto sono “solo” altri 20mila palestinesi che vengono circondati dal muro contro 1500 coloni israeliani. In totale sistima che saranno 395mila i palestinesi che resteranno intrappolati nelle cosiddette enclaves tra il muro e la Green Line quando tutte le sezioni della “barriera” saranno ultimate.

::: ministero della difesa israeliano :::

“La barriera di sicurezza e' stata costruita con il solo proposito di salvare le vite dei cittadini israeliani che continuano ad essere bersaglio della campagna terrorista iniziata nel 2000. Gli attacchi terroristici giustificano la costruzione di una barriera fisica sul cammino dei terroristi. Tra Israele e le aree dell'Autorita' Palestinese non esiste confine o ostacolo di carattere fisico e questo, fino ad ora, ha permesso ai terroristi di entarare in Israele. La barriera di sicurezza che esiste lungo la Striscia di Gaza ha dato prova della sua validita' contro tentativi di infiltrazione che sono stati scoperti e ostacolati”.

Mentre una parte del muro/barriera/filo elettrificato/minchiuz si estende lungo la Green Line basata sull'armistizio del 1949, l'85% del percorso corre all'interno del territorio della Cisgiordania. Israele spesso definisce temporanei i provvedimenti che prende nei confronti dei Palestinesi, il muro e' uno di questi, ma lo erano anche le colonie nel 1967 definite quarant'anni fa una “misura di sicurezza temporanea” che coinvolge ormai circa 400mila coloni. Un terzo dei passaggi di entrata-uscita lungo il muro sono aperti ai Palestinesi, che comunque devono chiedere il permesso di passaggio anche per accedere alle loro terre (ovviamente non quelle confiscate che sono perse)... 

 

::: Autorita' Palestinese :::

“I Palestinesi devono chiedere il permesso per accedere alla loro terra. Questi permessi non sono garantiti e, anche se lo sono, hanno una durata limitata nel tempo (di solito da due settimane a sei mesi) e molti non sono rispettati dai soldati di guardia ai gates. Ad esempio a Qalqiliya, 1200 agricoltori hanno richiesto il permesso e solo 300 ne sono stati concessi. In sostanza, l'esistenza del sistema dei permessi dimostra che la confisca di terre palestinesi ha assunto una forma legale”.

::: ministero degli esteri israeliano :::

“Tuttavia, se si considerano le difficolta' della routine quotidiana palestinese paragonandole alle reali e immediate minacce fronteggiate dai cittadini israeliani a causa degli attacchi suicidi, si puo' chiaramente sostenere che il diritto di movimento dei palestinesi non debba avere la precedenza sul diritto degli Israeliani di vivere o sul diritto del governo israeliano di proteggere i suoi cittadini dall'eventualita' di diventare vittime del terrorismo palestinese”.

La Corte internazionale di Giustizia ha stabilito tramite una advisory opinion che la barriera rappresenta una violazione della legge in materia di diritti umani internazionali e dovrebbe essere smantellata. Ha decretato che la costruzione sarebbe dovuta essere interrotta e che le parti gia' costruite sarebbero dovute essere smantellate, siamo nel luglio 2004 e, adesso, nel febbraio 2007 si annettono, come di consueto, altri territori palestinesi. Ci ha pensato Sharon a spostare di peso circa 8000 coloni da Gaza, ma poi il nulla cosmico. L'ONU sempre nel luglio 2004 ha adottato la risoluzione A/ES-10/15 che chiede a Israele di conformarsi alla legge internazionale identificata nella advisory opinion della Corte Internazionale di Giustizia. L'Assemblea ha inoltre chiesto alla Segreteria Generale dell'ONU di stabilire un registro dei danni causati alla popolazione palestinese dalla costruzione della barriera.

 

 

 

 

 

 

::: ministero della difesa israeliano :::

“Israele, cosi' come molte democrazie, ritiene che la Corte di Giustizia Internazionale non sia il giusto forum per discutere la risposta israeliana al terrorismo palestinese, ossia alla barriera antiterrorista. Inoltre, alla Corte e' stato chiesto di considerare le misure per prevenire il terrorismo e non il terrorismo stesso. E' assurdo che la vittima del terrorismo sia stata messa sotto giudizio”.

::: ministero degli esteri israeliano :::

“La decisione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di riferire davanti alla Corte Internazionale di Giustizia sulla barriera antiterrorismo e' deplorevole. La risoluzione dell'Assemblea Generale, originata da coloro che sostengono il terrorismo, e' stata adottata nell'ambito di una sessione speciale di emergenza. Ancora una volta i Palestinesi hanno sfruttato la loro maggioranza automatica all'Assemblea Generale per promuovere un'iniziativa che non e' solo diretta a sabotare gli sforzi per generare le condizioni che potranno rivitalizzare il processo di pace, ma che, allo stesso tempo, fara' male alle Nazioni Unite stesse e alla loro capacita' di portare a termine la loro missione nel cammino verso e nella preservazione della pace e della sicurezza”.

 

 

 

 

 

E qua mi fermo, le fonti non sono lincabili, alcune sono trascrizioni di dichiarazioni raccolte al momento in quegli speech molto all'americana in cui i ministri riferiscono al popolo, quindi ci possono essere delle mie imprecisioni, e' giusto dirlo ;)


Centri commerciali afree per i drug addicted

blanca 27 Gennaio, 2007 22:43 no comment Commenta Trackback (0)

Il National Institute for Health and Clinical Excellence propone buoni shooping per i tossicodipendenti. Fino a marzo e' allo studio il nuovo piano nazionale inglese che potrebbe interessare 50mila persone fra Inghilterra e Galles... chissa' perche' ad esempio gli scozzesi no, ma vabe'. Comunque la proposta e' di dare buoni shopping di 10 sterline a chi sta nel mirabolante programma. L'idea viene da studi internazionali che hanno dimostrato che dei modesti incentivi finanziari diminuiscono la voglia di ricadere nel mondo della droga. Si rivolgono soprattutto ai consumatori di bamba che forse sono piu' propensi a girare per i centri commerciali rispetto agli eroinomani, ma chissa'.

Il buono viene dato a chi non ha tracce di droga nel corpo. E' questo il cuore del progetto: consuma merci, cibo (ma sano, non come e' stato fatto negli States dove hanno dato buoni per le burger chains), ma niente piu' drugs. Chissa' come la pensa Ballard, che ha appena pubblicato Regno a venire, il cui protagonista assoluto e' il Metro-Centre di Brooklands vicino a Heathrow, il tempio del consumismo più sfrenato che si trasforma in una sorta di fascismo suburbano.

Gli studi dell'Istituto hanno dimostrato che chi ha problemi di droga risponde meglio agli incentivi positivi rispetto a quelli che tendono a dare restrizioni e punizioni che invece fanno sentire le persone colpevoli. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra il castigo (niente buono shopping) e il riconoscimento (eccoti dieci sterline per fare acquisti).

"Puniti, e amati. Ma non come un genitore imparziale. Piu' come un carceriere imprevedibile, che guarda da dietro le sbarre. Un bello schiaffone a chi non va subito ad approfittare degli sconti nel reparto mobili, o a chi non usa la nuova carta fedelta'".

J. G. Ballard, Regno a venire

Le vie dada di Milano

blanca 20 Gennaio, 2007 16:53 no comment Commenta Trackback (96)

21 nuovi nomi per vie e giardini. La singolarita' delle scelte si esprime nelle bocciature di nomi illustri o nel relegare alle periferie, possibilmente stradine senza uscita lunghe 200 metri, i nomi di chi evidentemente non deve essere ricordato (De Andre' esce quasi dai confini della metropoli tentacolare conquistando un vicoletto che si incrocia con via dei Missaglia, non lontano da Giorgio Gaber).

Comunque, io una lancia in favore delle periferie la spezzo alla faccia del cambiamento del centralissimo "parco delle basiliche" in "giradini Giovanni Paolo II", per non pensare sempre ai giardini intitolati a Oriana Fallaci (nomina record dopo soli 4 mesi dalla morte, cosa che irrita i sostenitori di Craxi che aspettano da sette anni)...ma uno degli scontri piu' grossi e' stato quello sulla via da dedicare alla giornalista Camilla Cederna: a lei la via no perche' "attacco' il commissario Calabresi"...a questo punto l'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi trova la via d'uscita ideale: non la dedichiamo a lei, ma al fratello Antonio Cederna, "la famiglia comunque sara' contenta", chiosa! 

Bocciato anche Aldo Aniasi, sindaco dal 1967 al 76, ex partigiano ricordato spesso con il nome di battaglia di "Iso Danali" suo anagramma. Annunciano battaglia per lui, la sinistra si sveglia, ma non si sara' se ce la fara' con l'attuale amministrazione che dedica a Wanda Osiris una via sotto il Duomo...

Dai Isabelita torna in Argentina!

blanca 14 Gennaio, 2007 16:36 no comment Commenta Trackback (0)

Roberto Lavagna (uno degli ex Ministri dell'economia argentina che non hanno brillato per scelte oculate in materia) dice che tutta la storia di Isabelita e' una messinscena teatrale, una “estrategia distractiva” , solo per sviare l'attenzione degli argentini dalle cose importanti, sempre a sviare e' la storia del desaparecido Luis Gerez che pero' e' riapparso (mannaggia a lui che e' tornato sembra dire Lavagna) e pensare che proprio Lavagna sara' uno dei probabili candidati alle presidenziali argentine di quest'anno... beh, al solito ci saranno un sacco di candidati come l'ever green Carlos Menem...impresentable :( 

Beh, quindi Isabelita ha quaranta giorni per essere forse estradata e processata in Argentina dove l'aspetta il giudice Rafael Acosta che la ritiene corresponsabile della fine di due desaparecidos, diciamo molti di piu' dato che la presidente firmo' i decreti che quantomeno favorirono la scomparsa degli oppositori. La mente era José Luis Lopez Rega il sanguinario fondatore della Triple A (Alianza Anticomunista Argentina), ma la firma di Isabelita. La richiesta del giudice avvia per la prima volta un'indagine su Isabel Martinéz de Perón e sui suoi ministri, tra i quali figurano nomi di spicco come Italo Luder, Aráuz Castex, Vottero, Emery, Ruckauf, Cafiero, y Robledonei. Il giudice si riferisce ai decreti 2070/71/72 del 6 ottobre 1975, che aprono un varco alle Forze Armate nell'aniquilamiento del accionar de la subversión come anticamera al terrorismo di Stato della dittatura iniziata nel 1976. Una sfaccettatura che ancora la giustizia argentina non aveva indagato dopo il ritorno alla democrazia. I suoi legali gia' stanno dicendo che non se ne parla di farla viaggiare dato che soffre di gravi disturbi nervosi amplificatisi nel 1987 quando e' stata profanata la tomba di Peron. Lei, del resto, potrebbe approfittare del ritorno in patria per fare le rivelazioni del libro di memorie che sta (o ha finito?) scrivendo... insomma ha piu' volte dichiarato che e' molto di piu' di una serie di fatti politici e non abbiamo dubbio di questo :) coraggio Isabel dicci quello che sai, tu stessa sostieni che ci sono molte persone che hanno molta paura di te e delle tue parole. Beh, come dice la tia, la Eva non li avrebbe firmati quei decreti...mah.

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