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Making of Mayday 008

blanca 04 Maggio, 2008 21:32 taglia e cuci Commenta Trackback (0)

Ogni anno il 30 aprile e' una giornata da incubo, manca tutto quello che, vista l'esperienza dell'anno precedente, era stato deciso di fare prima. Ma chissa' come mai alla fine rimane da fare. Io mi butto nella squadra allestimento che vuol dire soprattutto striscioni. La tecnica e' ormai acquisita, ma rimane comunque lenta, troppo lenta, tant'e' che fino a notte si sta li' ad attacare roba.

Quest'anno abbiamo fatto tre muri di schermi per il carro city of gods & piacentini. Ovviamente gli schermi non erano veri, non abbiamo ancora conquistato il ministero dell'informazione e quindi e' stato il solito tour stampa-taglia-posiziona-incolla-stai attenta che e' storto-stendi-asciugati-non ti strappare :)

Beh, anche qualche scritta bisogna pure farla, dei due striscioni mancanti uno proprio non ci veniva, nemmeno con una bottiglia di rum la fantasia si e' espressa, nemmeno rileggendo i city vecchi, nemmeno cercando di focalizzare le parole chiave, nemmeno col ripescaggio degli anni precedenti. Ma alla fine erano due, grazie all'illuminazione della mattina del primo maggio, ebbene sì, alle dieci di mattina di nuovo lì a tagliare, incollare etc... 

 

Finche' alla fine si parte col carro per approdare in piazza xxiv maggio. L'autista e' sempre un elemento x, arrivano spesso dei pazzi furiosi, quello di quest'anno e' stato bravo, arg, non mi ricordo il nome, aveva un'unica pecca: da viale monza a piazza xxiv maggio e' andato come una scheggia impazzita. Abbiamo preso quasi tutti i semafori rossi, lui andava serafico sbattendosi di tutto e di tutti, e per fortuna non avevamo attaccato tutti gli striscioni che ci sarebbe volato tutto via!

 

to be continued... 

Donne decise

blanca 10 Marzo, 2008 10:47 taglia e cuci Commenta Trackback (0)

Con il consueto ritardo apro il blocchetto sul quale annotavo pensieri di donne che l'8 marzo hanno deciso di partecipare al gioco dell'oca inkazzata organizzato dalle maistat@zitt@ a milano

A: Come hai saputo di questa iniziativa?

B: Da noblogs.

A: Perchè hai scelto di venire qua e non andare alla manifestazione organizzata da Usciamo dal silenzio?

B: Non mi sento molto sulla linea dei sindacati, mi sembra strano trovarmi personaggi che sono andati al family day a una manifestazione per la 194.

A: Come hai saputo di questa iniziativa?

B: Da un'amica.

A: Perchè hai scelto di venire qua e non andare alla manifestazione organizzata da Usciamo dal silenzio?

B: Le manifestazioni organizzate dai sindacati o dai partiti sono poco creative e poi o ti allinei a loro o...

A: Da dove vieni?

B: Sono in trasferta da Bergamo, ma studio in Statale a Milano.

A: Ci sono dei gruppi femministi in Statale, li conosci?

B: Poco e comunque sono andate all'altro corteo.

A: Come hai saputo di questa iniziativa?

B: In rete.

A: Perchè hai scelto di venire qua e non andare alla manifestazione organizzata da Usciamo dal silenzio?

B: Questa mi sembrava più in sintonia con la realtà, è più giusto essere qua in Papiniano dopo i fatti dell'Esselunga.

Nel tran-tran quotidiano di un sabato pomeriggio, nel bel mezzo dell'affollato mercato di viale Papiniano a Milano si è presentata un'oca molto inkazzata per rendere pubblica/far sentire la sua voce/ la sua ribellione//la sua protesta contro i continui attacchi alla sua libertà e autodeterminazione da parte di chiesa/istituzioni/ politici/ mariti/ famiglie/forze dell'ordine.
L'oca incazzata voleva anche  confrontarsi, riconoscersi e allearsi con le "sue simili". Si è allestito in piazza un grande gioco dell'oka inkazzata, un gioco nel quale con ironia (ma fino a un certo punto…) si sono rappresentati gli infiniti ostacoli che ogni donna incontra nei diversi momenti della sua vita (dalla scuola al lavoro, dalla chiesa alla famiglia), le violenze, i soprusi e le vessazioni che troppo spesso siamo costrette a subire, le strategie di sopravvivenza quotidiana che ognuna mette in campo per riuscire a tenere insieme tutti i pezzi, la potenza del collegarsi alle altre. 

Alcune caselle:

 

 

 

Miracolo a Milano, l'apparizione di San Precario

blanca 29 Febbraio, 2008 18:25 taglia e cuci Commenta Trackback (0)

La scorsa notte il Santo e' apparso sui muri della citta' :))) e questa sera festeggia il suo compleanno al Boccaccio di Monza!

  

The importance of being pomelo :)

blanca 27 Gennaio, 2008 11:11 taglia e cuci Commenta Trackback (0)

La grande gioia nell'aver trovato questo meraviglioso frutto che qua non si mangia, chissa' perche'. La forunata scoperta l'ho fatta in Medioriente. A dire il vero era uno dei soliti giorni in cui io cercavo di non farmi saltare i nervi. Alisa a un certo punto mi ha chiesto se volevo assaggiare questo frutto gigante che aveva in mano, beh, ne aveva portato meta' al lavoro. Io accettai dato che adoro gli agrumi soprattutto se sono gialli. La grande gioia delle papille gustative ha fatto il resto :) 

A dire il vero il pomelo (nome che ho scoperto solo poco tempo fa) dato che lo chiamavo in altri due modi che ovviamente non ricordo piu'...  era diventato un frutto politico. Poveraccio sto pomelo. Allora, il signor Diane sosteneva l'essere kosher del pomelo. A parte che e' un'affermazione che non ha proprio senso ed e' sbagliata, pero' da' l'idea, secondo me, del piccolo fanatismo quotidiano che serpeggia da quelle parti. Poco tempo dopo, mentre andavo a prendermi una boccata d'aria a Jaffa dopo una giornata chiusa in una realta' che descrivere soffocante e' gentile, chiacchiero con un tipo arabo che vede che ho un pezzo di pomelo che mi stavo per mangiare guardando stancamente verso il mare. Lui guarda il frutto e dice che si sono fregati (gli altri) pure il nome per far soldi. Mi fa notare che quando devono parlare di Jaffa, quartiere arabo di Tel Aviv, la chiamano nel modo israeliano: Jaffo. Vero. Quando devono fare l'export di agrumi nel mondo la marca si chiama pero' Jaffa. Vero.

Le piccole conversazioni innocue riuscivamo a mantenere in me uno stato di voglia di rivalsa costante e logorante. Finche' non arrivava il venerdi' mattina che mi apriva le porte ai territori. Ma gli altri giorni della settimana certe volte non passavano mai. The importance of being Jaffa era la prima bozza di titolo dell'articolo che mandai a un quotidiano finanziario italiano sulla bazza del marchio Jaffa orange. Avevo fatto ricerche e scoperto che in realta' i famosi agrumi israeliani vengono per la maggior parte coltivati in Sud Africa. Beh, io dovevo scrivere qualcosa di rilevante a livello economico, quindi l'articolo era pieno di numeri, ma fra le righe si possono dire un sacco di cose. sulle bancarelle del mercato in Isola ci sono agrumi marchio Jaffa. In via Paolo Sarpi ci sono i cinesi che vendono il pomelo marchio Honey Pomelo. Se qualcuno vuole provarlo :)

ancora zena

blanca 18 Novembre, 2007 23:11 taglia e cuci Commenta Trackback (85)

 

Per la prima volta non me ne sono andata avanti e indietro per un corteo... sono rimasta ancorata a uno striscione, la prospettiva e' stata davvero diversa dal solito, non avevo la percezione di quanta gente ci fosse, ne' di chi ci fosse, in compenso ho fatto parecchie chiacchiere e alla numero x volta che mi chiedevano se fossi un avvocato, ho nicchiato, mi perdoneranno per questo ;) devo dire che ci sono state parole di solidarieta' per i 25 e applausi a supportolegale che rigiro a chi se li merita ;)

Eravamo uno spezzone direi misto, con uno speaker d'eccezione che instancabilmente ha ripetuto all'infinito il perche' eravamo li' nonostante la voce diventava sempre piu' bassa :)

Finche' non si e' rotto il furgone e quindi niente, sorrisi e via che si continua :) 

Alla fine ho comunque ceduto e sono risalita fino alla testa facendo abbastanza fatica, perche' il corteo era davvero denso e si superavano le persone con difficolta' e poi perche' ho scelto il punto in salita per fare lo scatto fino all'apertura della storia siamo noi, il tempismo non sempre mi contraddistingue del resto.

Un freddo cane, tanti pensieri che riportavano indietro, i visi accanto a me erano diversi, le persone di sei anni fa non c'erano (meno una :), ce ne sono pero' molte altre, le cose cambiano. 

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