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Centri commerciali afree per i drug addicted

blanca 27 Gennaio, 2007 22:43 no comment Commenta Trackback (0)

Il National Institute for Health and Clinical Excellence propone buoni shooping per i tossicodipendenti. Fino a marzo e' allo studio il nuovo piano nazionale inglese che potrebbe interessare 50mila persone fra Inghilterra e Galles... chissa' perche' ad esempio gli scozzesi no, ma vabe'. Comunque la proposta e' di dare buoni shopping di 10 sterline a chi sta nel mirabolante programma. L'idea viene da studi internazionali che hanno dimostrato che dei modesti incentivi finanziari diminuiscono la voglia di ricadere nel mondo della droga. Si rivolgono soprattutto ai consumatori di bamba che forse sono piu' propensi a girare per i centri commerciali rispetto agli eroinomani, ma chissa'.

Il buono viene dato a chi non ha tracce di droga nel corpo. E' questo il cuore del progetto: consuma merci, cibo (ma sano, non come e' stato fatto negli States dove hanno dato buoni per le burger chains), ma niente piu' drugs. Chissa' come la pensa Ballard, che ha appena pubblicato Regno a venire, il cui protagonista assoluto e' il Metro-Centre di Brooklands vicino a Heathrow, il tempio del consumismo più sfrenato che si trasforma in una sorta di fascismo suburbano.

Gli studi dell'Istituto hanno dimostrato che chi ha problemi di droga risponde meglio agli incentivi positivi rispetto a quelli che tendono a dare restrizioni e punizioni che invece fanno sentire le persone colpevoli. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra il castigo (niente buono shopping) e il riconoscimento (eccoti dieci sterline per fare acquisti).

"Puniti, e amati. Ma non come un genitore imparziale. Piu' come un carceriere imprevedibile, che guarda da dietro le sbarre. Un bello schiaffone a chi non va subito ad approfittare degli sconti nel reparto mobili, o a chi non usa la nuova carta fedelta'".

J. G. Ballard, Regno a venire

Le vie dada di Milano

blanca 20 Gennaio, 2007 16:53 no comment Commenta Trackback (96)

21 nuovi nomi per vie e giardini. La singolarita' delle scelte si esprime nelle bocciature di nomi illustri o nel relegare alle periferie, possibilmente stradine senza uscita lunghe 200 metri, i nomi di chi evidentemente non deve essere ricordato (De Andre' esce quasi dai confini della metropoli tentacolare conquistando un vicoletto che si incrocia con via dei Missaglia, non lontano da Giorgio Gaber).

Comunque, io una lancia in favore delle periferie la spezzo alla faccia del cambiamento del centralissimo "parco delle basiliche" in "giradini Giovanni Paolo II", per non pensare sempre ai giardini intitolati a Oriana Fallaci (nomina record dopo soli 4 mesi dalla morte, cosa che irrita i sostenitori di Craxi che aspettano da sette anni)...ma uno degli scontri piu' grossi e' stato quello sulla via da dedicare alla giornalista Camilla Cederna: a lei la via no perche' "attacco' il commissario Calabresi"...a questo punto l'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi trova la via d'uscita ideale: non la dedichiamo a lei, ma al fratello Antonio Cederna, "la famiglia comunque sara' contenta", chiosa! 

Bocciato anche Aldo Aniasi, sindaco dal 1967 al 76, ex partigiano ricordato spesso con il nome di battaglia di "Iso Danali" suo anagramma. Annunciano battaglia per lui, la sinistra si sveglia, ma non si sara' se ce la fara' con l'attuale amministrazione che dedica a Wanda Osiris una via sotto il Duomo...

Dai Isabelita torna in Argentina!

blanca 14 Gennaio, 2007 16:36 no comment Commenta Trackback (0)

Roberto Lavagna (uno degli ex Ministri dell'economia argentina che non hanno brillato per scelte oculate in materia) dice che tutta la storia di Isabelita e' una messinscena teatrale, una “estrategia distractiva” , solo per sviare l'attenzione degli argentini dalle cose importanti, sempre a sviare e' la storia del desaparecido Luis Gerez che pero' e' riapparso (mannaggia a lui che e' tornato sembra dire Lavagna) e pensare che proprio Lavagna sara' uno dei probabili candidati alle presidenziali argentine di quest'anno... beh, al solito ci saranno un sacco di candidati come l'ever green Carlos Menem...impresentable :( 

Beh, quindi Isabelita ha quaranta giorni per essere forse estradata e processata in Argentina dove l'aspetta il giudice Rafael Acosta che la ritiene corresponsabile della fine di due desaparecidos, diciamo molti di piu' dato che la presidente firmo' i decreti che quantomeno favorirono la scomparsa degli oppositori. La mente era José Luis Lopez Rega il sanguinario fondatore della Triple A (Alianza Anticomunista Argentina), ma la firma di Isabelita. La richiesta del giudice avvia per la prima volta un'indagine su Isabel Martinéz de Perón e sui suoi ministri, tra i quali figurano nomi di spicco come Italo Luder, Aráuz Castex, Vottero, Emery, Ruckauf, Cafiero, y Robledonei. Il giudice si riferisce ai decreti 2070/71/72 del 6 ottobre 1975, che aprono un varco alle Forze Armate nell'aniquilamiento del accionar de la subversión come anticamera al terrorismo di Stato della dittatura iniziata nel 1976. Una sfaccettatura che ancora la giustizia argentina non aveva indagato dopo il ritorno alla democrazia. I suoi legali gia' stanno dicendo che non se ne parla di farla viaggiare dato che soffre di gravi disturbi nervosi amplificatisi nel 1987 quando e' stata profanata la tomba di Peron. Lei, del resto, potrebbe approfittare del ritorno in patria per fare le rivelazioni del libro di memorie che sta (o ha finito?) scrivendo... insomma ha piu' volte dichiarato che e' molto di piu' di una serie di fatti politici e non abbiamo dubbio di questo :) coraggio Isabel dicci quello che sai, tu stessa sostieni che ci sono molte persone che hanno molta paura di te e delle tue parole. Beh, come dice la tia, la Eva non li avrebbe firmati quei decreti...mah.

I rom: eccoci nell’«Europa che conta»

blanca 02 Gennaio, 2007 16:36 no comment Commenta Trackback (0)

Ancora un incendio in uno dei campi rom piu’ grandi di Milano, quello di via Triboniano che accoglie circa 600 persone. La meta’ del campo e’ bruciato a fine anno e le autorita’ milanesi sono andate a vedere la situazione. Letizia - felice di non doversi mettere gli stivaloni di plastica anti fango - vuole istituire una task force per l’emergenza nomadi. Le parole chiave sono legalita’ e sicurezza. Nel dubbio e’ stato istituito un presidio permanente in zona con polizia e forze del privato-sociale. La Moratti in coro con l’assessore alle politiche sociali Mariolina Moioli chiede a gran voce che il Viminale invii forze dell’ordine a Milano, che prevedono sara’ invasa da migliaia di nomadi ora che Romania e Bulgaria sono nell’UE. La Moioli dice no all’arrivo dei rom che la guardano e le ricordano che sono cittadini europei a tutti gli effetti J

Dei circa 10mila nomadi che vivono a Milano, l’80% sono di nazionalita’ romena e sono distribuiti in una ventina di campi di cui 7 autorizzati dal comune.

Intanto mi vengono in mente gli ultimi giorni di novembre…passavo ogni mattina da via Adda, che era travolta dalla demolizione…spiavo dalle protezioni opache e alte che circondano quella che non e’ piu’ la nota palazzina di via Adda...ogni giorno con me c’era un rom che spiava, mi sorrideva triste e faceva foto.

via adda 1via adda 2via adda 3

burqa free

blanca 01 Gennaio, 2007 21:31 no comment Commenta Trackback (0)

Le donne col burqa non potevano andare a comprarsi i gioielli nella citta' indiana Pune. Non per motivi religiosi, per discriminazione, per qualsivoglia discussione sulla donna che a sprazzi scoppia nella ridente Europa, ma perche' i giellieri ritenevano che le signore velate si imboscassero i preziosi oggetti sotto le tuniche. Anzi avevano subito furti per un milione di rupie!

La discussione ha superato i confini di Pune arrivando agli uffici della stato di Maharashtra dove si trova la citta'. La minoranza musulmana e' significativa (il 10%circa) e ha suggerito che magari i sikhs avrebbero potuto nascondere un fucile sotto il turbante... alla fine la faccenda si faceva intricata e stava sfuggendo di mano con antipatiche accuse di intolleranza religiosa e i gioiellieri sono dovuti tornare sui loro passi e revocare il divieto convinti ancora che le signore coperte di tutto punto siano potenziali ladre e che le telecamere non gli servono a nulla dato che i seppur affascinanti sguardi che intravedono sotto il burqa non gli permettono di riconoscere le signore.

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