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Donne decise

blanca 10 Marzo, 2008 10:47 taglia e cuci Commenta Trackback (0)

Con il consueto ritardo apro il blocchetto sul quale annotavo pensieri di donne che l'8 marzo hanno deciso di partecipare al gioco dell'oca inkazzata organizzato dalle maistat@zitt@ a milano

A: Come hai saputo di questa iniziativa?

B: Da noblogs.

A: Perchè hai scelto di venire qua e non andare alla manifestazione organizzata da Usciamo dal silenzio?

B: Non mi sento molto sulla linea dei sindacati, mi sembra strano trovarmi personaggi che sono andati al family day a una manifestazione per la 194.

A: Come hai saputo di questa iniziativa?

B: Da un'amica.

A: Perchè hai scelto di venire qua e non andare alla manifestazione organizzata da Usciamo dal silenzio?

B: Le manifestazioni organizzate dai sindacati o dai partiti sono poco creative e poi o ti allinei a loro o...

A: Da dove vieni?

B: Sono in trasferta da Bergamo, ma studio in Statale a Milano.

A: Ci sono dei gruppi femministi in Statale, li conosci?

B: Poco e comunque sono andate all'altro corteo.

A: Come hai saputo di questa iniziativa?

B: In rete.

A: Perchè hai scelto di venire qua e non andare alla manifestazione organizzata da Usciamo dal silenzio?

B: Questa mi sembrava più in sintonia con la realtà, è più giusto essere qua in Papiniano dopo i fatti dell'Esselunga.

Nel tran-tran quotidiano di un sabato pomeriggio, nel bel mezzo dell'affollato mercato di viale Papiniano a Milano si è presentata un'oca molto inkazzata per rendere pubblica/far sentire la sua voce/ la sua ribellione//la sua protesta contro i continui attacchi alla sua libertà e autodeterminazione da parte di chiesa/istituzioni/ politici/ mariti/ famiglie/forze dell'ordine.
L'oca incazzata voleva anche  confrontarsi, riconoscersi e allearsi con le "sue simili". Si è allestito in piazza un grande gioco dell'oka inkazzata, un gioco nel quale con ironia (ma fino a un certo punto…) si sono rappresentati gli infiniti ostacoli che ogni donna incontra nei diversi momenti della sua vita (dalla scuola al lavoro, dalla chiesa alla famiglia), le violenze, i soprusi e le vessazioni che troppo spesso siamo costrette a subire, le strategie di sopravvivenza quotidiana che ognuna mette in campo per riuscire a tenere insieme tutti i pezzi, la potenza del collegarsi alle altre. 

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